Nei dintorni di Roma sono molti i luoghi che donano quella quiete e quella tranquillità totalmente sconosciute alla metropoli: tra questi c’è Olevano Romano, un piccolo borgo distante dall’Urbe appena 54 km che sembra proprio un presepe, con le case abbarbicate le une sulle altre all’ombra del sovrastante Castello dei Colonna.
Se cerchi un luogo dove evadere e trascorrere qualche ora tra passeggiate nella natura, storia e buona cucina, ti consiglio di organizzare subito una gita a Olevano Romano.

La Torre del Picocco
La prima cosa che ti colpirà di Olevano Romano è la sua posizione, sorgendo a 600 mt di altezza in cima al Monte Celeste, con ai piedi distese di uliveti e di quei vigneti dai quali si produce l’eccellenza vitivinicola del Cesanese DOC.
Tutto intorno al borgo si stendono i monti del complesso prenestino-lepino-ernico, con gli splendidi Altipiani di Arcinazzo a due passi.
Designando Olevano Romano (vista la vicinanza con Genazzano) come mia meta prediletta per brevi fughe dalla routine, non mi stupisco che questo borgo sia stato scelto come tappa del leggendario Grand Tour dell’800: molti sono infatti stati gli artisti e i pittori romantici che sono rimasti incantati dal paesaggio di Olevano Romano.
Ad esempio, recandoti nel vicino Bosco della Serpentara dove i tronchi nodosi delle querce ricordano effettivamente il corpo delle serpi, ti ritroverai nel luogo esatto che ha ispirato Gustave Dorè nell’illustrare la Divina Commedia.
Visitando il “Museo Centro Studi Sulla Pittura Di Paesaggio Europea Del Lazio“, sito nella bellissima Villa de Pisa, potrai ammirare dipinti, bozzetti e sculture di coloro che sono passati dal borgo: vi sono opere di Corot, di Horny, di Van Olivier e di Koch.
Molti di questi pittori del nord Europa, si recavano a Olevano per affinare la loro tecnica pittorica nel colore. Dicevano infatti: non puoi dirti un pittore se non hai provato a riprodurre le incredibili tonalità luce che solo a Olevano Romano puoi dipingere.
È soprattutto in autunno che il borgo scatena tutto il suo fascino, quando la nebbia sovente lo avvolge in una coltre fitta e silenziosa e la Torre del Picocco e il vicino Castello dei Colonna (il Castrum Olibani), rievoca lontane gesta di cavalieri: percorri la scalinata per arrivare alla terrazza in cima alla costruzione, perché da qui la vista è davvero meravigliosa.

La Sala degli Affreschi a Olevano Romano
Olevano Romano ruota attorno al “Picocco” risalente al XIII secolo: non farti ingannare dall’esterno piuttosto diroccato perché gli interni restaurati riecheggiano dei fasti del passato.
Bellissime sono la Sala degli Archi di stampo benedettino e la Sala degli Affreschi ricca di arazzi fiamminghi, affreschi allegorici classicheggianti e mobilio originale.
Al Piano Nobile invece è presenta la collezione di sedie dei Marcucci, ultimi proprietari del Castello, tra le quali un pezzo rinascimentale dipinto con motivi che ricordano l’apparizione della Vergine.
Nella sala capitolare invece sono esposti un crocifisso ligneo in stile nordico e un bellissimo scrivimpiedi risalente al ‘300.

Uva cesanese di Olevano Romano – Foto di Matteo Luciani www.matteoluciani.com
Olevano Romano è però famoso anche per la sua enogastronomia: non mancare di gustare ad esempio i tipici gnocchi “a coa de soreca“ conditi con sughetti caserecci, la polenta con le spuntature di maiale e il tipico panino rustico alla ciociara condito con peperoncino, broccoletti e formaggio Steccata di Morolo o l’ottima “ventricina“, un insaccato dal gusto delizioso.
Per innaffiare il tutto, sorseggia qualche bicchiere di Cesanese DOC, un vino rosso rubino piuttosto secco e profumato di spezie e frutti di bosco. Ogni anno a Olevano Romano, alla fine del mese di agosto, potrai partecipare alla Sagra del Vino Cesanese, con l’opportunità di degustare le eccellenze enogastronomiche del posto, circondati da un paesaggio verdeggiante e incontaminato.

Vdeuta di Olevano Romano. Dipinto di Jean Baptiste Camille Corot
Se avete voglia di assaggiare un prodotto tipico delle belle campagne romane, che ne ricordi i sapori e gli odori non potete prescindere dal provare il Cesanese di Olevano Romano, un vino DOC dal sapore morbido ed avvolgente ma dal retrogusto amarognolo, dal profumo delicatissimo e che richiama le fragranze dei campi, dei roseti e dei vitigni dai quali si ottiene.
Un Cesanese invecchiato tende ad abbandonare il suo colore tipico rosso rubino e a digradare lentamente verso il granato. I vitigni impiegati per la produzione di questo vino amabile sono il Cesanese comune, il Cesanese di Affile e di Piglio.
Le origini di questo vino sono molto antiche e si perdono addirittura nell’epoca che precedette l’avvento dei romani: la diffusione del Cesanese di Olevano Romano va infatti rintracciata nel periodo di influenza degli Etruschi, che furono i primi ad innamorarsi di un prodotto che oggi spopola sulle tavole dei romani.
Il Cesanese di cui volevamo parlare è quello della zona di Olevano Romano, paese della campagna di Roma ai confini con la ciociaria, da sempre votato alla produzione di vini ed olii eccellenti.
Una degustazioni di Cesanese di Olevano Romano è una bellissima esperienza sensoriale che ben si sposa con i palati dei più curiosi, sempre alla ricerca di nuovi sapori. La degustazione ha luogo in un agriturismo della zona, produttore di Cesanese da tre generazioni ed è accompagnata da altri ottimi prodotti locali, per lo più sconosciuti ai molti, ma di sicuro pregio.
Parliamo di prodotti tipici della zona, come la “Ventricina”, una salume ottenuto dalla carne di maiale a mo’ di salame, ma che contiene parti del cuore di suino (i ventricoli appunto). E’ un piatto dal sapore deciso e gustoso che favorisce la salivazione, indice di alto gradimento e gusto.
Con l’uva Cesanese poi viene prodotta una gustosa marmellata che viene spalmata generosamente sulla pastafrolla fatta in casa e messa a cuocere per ottenerne una delicata e fragrante crostata.
Un altro abbinamento davvero interessante del vino Cesanese è quella con i fichi. Non ficchi qualunque però. Qui si sta parlando di aziende che utilizzano solo prodotti a chilometri zero, per cui i fichi sono del vicino paese di Bellegra (prodotto tipico chiamato fallacciano di Bellegra). Inseriti in una particolare lavorazione contadina, i fichi vengono trattati per ricavarne uno squisito piatto che ben si abbina con il cesanese.
Altri abbinamenti possibili che è possibile provare recandosi ad Olevano Romano sono quelli con i formaggi della zona ed in particolare con il “cacio” di Genazzano, ottenuto da latte bovino e fatto stagionare per quasi un anno. Molto gradevole è anche la versione più giovane di questo formaggio, adatta senz’altro a palati che preferiscono i gusti gentili.
Non possiamo infine inserire nella degustazione la “bruschetta”, fette di pane cotto nel forno a legna e poi abbrustolite sulla brace e condite soltanto con olio e sale. L’olio di queste zone, dal gusto deciso ma per niente acido, donerà al palato una fantastica sensazione di risveglio dei sensi che potrà essere soddisfatta solo con il successivo assaggio di vino cesanese.
Un weekend ad Olevano Romano potrebbe davvero regalarvi delle soddisfazioni inaspettate, vivendo in pieno la vita semplice del luogo, davanti ad un buon bicchiere di vino e tanti prodotti tipici a chilometri zero.
Olevano Romano confina con Genazzano e raggiungerlo dal mio Bed & Breakfast richiede pochi minuti.
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