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Cosa vedere a Palestrina

La città di Palestrina, secondo la leggenda, è stata fondata da Telegono, il figlio che Ulisse concepì con la maga Circe. La leggenda è bellissima e suggestiva, ma in realtà Palestrina nasce in epoca latina nel lontano VIII a.C., anche se il periodo di massimo splendore lo raggiunge con il dominio romano.

È proprio la sua storia, con le relative memorie lasciate sul territorio, a rendermi orgogliosa di Palestrina , una cittadina che ha persino ispirato romanzi come “La Piccola Città” e “Doktor Faustus” dei fratelli scrittori tedeschi Thomas e Heinrich Mann.

 

Palestrina

Palestrina

 

Palestrina e le cose da vedere

Devo essere sincera. Anch’io ho scoperto tutta la bellezza di Palestrina in età adulta. Da adolescente l’ho frequentata per via della scuola, ma mai mi ero resa conto di quante ricchezze storiche custodisse. Ora che la guardo con occhi maturi, posso apprezzarla appieno e vorrei raccontartela.

Tra le cose più belle da vedere a Palestrina troviamo il Tempio della Dea Fortuna, o per meglio dire il Santuario della Fortuna Primigenia. Si tratta dei resti di un tempio di epoca romana, molto importante per quell’epoca.

Proprio sopra il tempio sorge il rinascimentale Palazzo Barberini, che ospita il Museo Archeologico Nazionale di Palestrina, ove sono conservati preziosi reperti di epoca romana e soprattutto il famosissimo Mosaico del Nilo.

Sempre a Palestrina troviamo l’Antro delle Sorti e il foro, di cui ti parlerò in seguito. Ma iniziamo dal monumento più importante: il Santuario della Dea Fortuna.

 

Il Santuario di Fortuna Primigenia

Palestrina sorge ai piedi del Monte Ginestro, su quella via Prenestina che ha dato poi il nome alla città. Dirti quale sia il monumento principale della cittadina è superfluo perché non appena ci metterai piede ti ritroverai al cospetto di quello che è stato il punto di riferimento religioso per gli antichi romani: si tratta del Santuario di Fortuna Primigenia risalente al II a.C. e, secondo Cicerone, costruito lì dove sorgeva un ulivo che secerneva addirittura del miele.

 

veduta da palazzo barberini

veduta da Palazzo Barberini

 

Il Santuario si inerpica sul fianco del Monte Ginestro attraverso un sistema a gradoni, con tanto di scalinate che collegano le varie terrazze, dalle quali potrai godere della vista più bella sui Castelli Romani e del Mar Tirreno.

Ti consiglio di soffermarti in particolare sulla quarta terrazza perché, come cuore del santuario, ospita un pozzo sacro dove i nobili romani si recavano per porre i loro quesiti alla Dea.

La risposta era scritta sulle sortes, delle tavolette in cera recuperate dal pozzo tramite bambini calati giù: ma non pensare che le risposte comparissero magicamente per volere di Fortuna Primigenia perché nel pozzo c’erano altri sacerdoti pronti a scrivere la risposta al questuante.

Se ti stai chiedendo dove fossero riposte tutte le sortes, allora recati nell’Antro delle Sorti, nei pressi della centralissima Piazza Margerita: si tratta di una grotta che reca ancora un bellissimo mosaico a tema marino, con tanto di tartarughe, polipi, pesci e un santuario forse dedicato a Poseidone. Il mosaico è noto come “mosaico dei pesci”.

 

Il ritrovamento del Santuario

Mi piace sempre raccontare la storia del ritrovamento del Santuario della Dea Fortuna. Accadde durante la seconda guerra mondiale e precisamente nei giorni in cui si svolgeva lo sbarco di Anzio.

Dal mare, i cannoni alleati sparavano i loro proiettili micidiali sulla costa e su punti più interni, che si supponeva fossero ritenuti strategici dai tedeschi.

Colpirono anche Palestrina e distrussero le case medievali abbarbicate sulle pendici del Monte Ginestro. Fu così che dalle macerie delle abitazioni, emersero i resti di uno dei templi più straordinari della Roma repubblicana: il Santuario della Dea Fortuna.

 

L’Antro delle Sorti e la Cattedrale di Sant’Agapito

L’Antro delle Sorti si trova al centro di un’area archeologica dove puoi scorgere anche i resti di un tempio dedicato a Giove Imperatore e di un Foro di cui puoi ammirare oggi solo l’abside: guardandoti attorno, noterai le mura della Cattedrale di S.Agapito, imponente nella sua facciata romanica in pietra scura.

 

Palazzo Barberini Palestrina

Palazzo Barberini, l’edificio che ospita il Museo Archeologico Nazionale di Palestrina

 

Allo stesso santo, le cui reliquie sono custodite nella cattedrale, è dedicato il Palio di Palestrina che si svolge ad agosto, momento perfetto dunque se vuoi conoscere anche le tradizioni più antiche di questa città.

L’atmosfera è elettrizzante in quei giorni e le gare tra i quattro quartieri cittadini sono sempre esilaranti, dal semplice tiro alla fune, al gioco con la palla in stoffa fino alla medioevale Giostra della Scifa.

 

palio di palestrina

Una gara del Palio di Palestrina

 

Il Museo Archeologico di Palestrina

Tornando al patrimonio storico della città, ti consiglio un’ultima tappa imperdibile a Palestrina e si tratta del Museo Archeologico Prenestino sito all’interno del Palazzo Colonna Barberini che sovrasta il Santuario di Fortuna Primigenia.
All’interno potrai ammirare statue, sarcofagi, oggetti di vita quotidiana quali le cistae (si tratta della versione arcaica dei beauty case) e il bellissimo Mosaico del Nilo.

 

Il Mosaico del Nilo

All’interno del Museo Archeologico Nazionale di Palestrina, proprio all’ultimo piano, troverai esposto il Mosaico del Nilo o Mosaico Nilotico.

 

mosaico del nilo palestrina

Mosaico del Nilo

 

Si tratta di un’opera del II secolo a.C. dalle dimensioni enormi (4,35 x 5,85 metri!) e raffigura tutto il corso del Nilo, dalle sorgenti al delta che si getta nel mar Mediterraneo. In esso è rappresentato l’Egitto, le sue città, gli animali, la natura e il fiume Nilo in piena.

Originariamente doveva essere il pavimento dell’Aula absidata del foro dell’antica Praeneste, ma non si sa ancora quale sia stato lo scopo per il quale è stato realizzato, o per meglio dire, quale evento preciso racconta.

Quello che è sicuro, è che il mosaico del Nilo costituisce uno dei più grandi e importanti mosaici ellenistici conservati, un capolavoro assoluto per composizione, finezza di esecuzione, ricchezza cromatica e di dettagli.

 

Il festival del Giglietto

L’ultima cosa di cui vorrei parlarti è il Festival del Giglietto, una tradizione recente che però vuole esaltare un qualcosa di antico.
Il Giglietto è un biscotto secco, presidio Slow Food, che viene considerato il dolce tipico di Palestrina.

 

giglietto palestrina

I Giglietti di Palestrina

 

Fu la famiglia Barberini ad introdurlo nella cucina locale, nel 600, quando di ritorno dall’esilio alla corte di Francia, ai loro cuochi venne l’idea di omaggiare il sovrano con un dolce che avesse la forma dello stemma reale: il giglio.

Il dolce piacque così tanto che entrò a far parte della cucina dei Barberini e successivamente, nella tradizione palestrinese.

Risorse utili: Il Museo Archeologico Nazionale di Palestrina

 

Raggiungere Palestrina dal B&B Genazzano

Palestrina dista circa 11 Km dal B&B Genazzano che possono essere percorsi in appena 15 minuti.

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