Anagni è una cittadina dell’alta Ciociaria al confine con la provincia di Roma. La sua lunga storia è ricca di spunti interessanti e ha lasciato delle testimonianze che si materializzano in tutto il suo centro storico. È nota al mondo come la città dei Papi perché diede i Natali a ben 4 Papi, ma anche per l’episodio dello “schiaffo di Anagni”. Non tutti sanno però che nei sotterranei della sua cattedrale, custodisce un tesoro di inestimabile valore: la cripta di San Magno, ribattezzata dagli storici d’arte come la Cappella Sistina del Medioevo.

La Cattedrale di Anagni
Il nostro itinerario sulle cose più belle da vedere ad Anagni comprende:
L’itinerario nasce da una nostra passeggiata fatta qualche tempo fa alla scoperta di questa meravigliosa cittadina, già bella da vedersi di suo, ma ancora più bella quando ne si conosce la storia e tutti gli episodi che sono avvenuti tra le sue mura.
Ovviamente, oltre ai luoghi sopracitati, ci sono anche altri monumenti interessanti. Potremmo citare le porte della città (Porta San Nicola, Porta Santa Maria, Porta Tufoli, Porta San Francesco e Porta Cerere). Ma anche palazzi storici come la Casa Barkenow ed il Palazzo Comunale o le numerose chiese che si incontrano lungo il cammino di questo centro, che da sempre è stato una culla per il cattolicesimo.
Il visitatore che voglia apprezzare Anagni dovrebbe soggiornare qui vicino per almeno tre giorni. In un giorno solo noi siamo riusciti a dedicarci in maniera certosina solo ai tre luoghi riportati nell’itinerario sopra descritto. Per info sul soggiorno vi proponiamo la nostra struttura, il B&B Genazzano.

Una sala del Palazzo Bonifacio VIII ad Anagni
Non pensavamo che la visita al Palazzo Papale Bonifacio VIII ci riservasse tante sorprese. Invece è stato uno dei momenti più belli della nostra visita ad Anagni.
Il Palazzo si trova vicino alla cattedrale, nel punto più alto del paese. Poche decine di passi lo separano dalla maestosa cattedrale anagnina. L’ingresso al museo costa appena 5 o 6 euro (non ricordiamo bene) e comprende, ad orari prestabiliti, una visita guidata effettuata da personale del Centro Guide Cicerone. Gli orari delle visite sono:
Per comprenderlo appieno e dare la possibilità al lettore di provare, almeno in parte, le stesse sensazioni che abbiamo provato noi durante la bellissima visita guidata, dobbiamo andare indietro nel tempo e conoscere i protagonisti della storia che qui si materializzò nel lontano 1303:

Stampa Ritratto di Bonifacio VIII
Bonifacio VIII nacque ad Anagni nel 1230 da Roffredo Caetani ed Emilia Patrasso e divenne Papa il 24 Dicembre 1294. Scelse in nome di Bonifacio (si chiamava Benedetto) perché in latino significa “colui che fa bene”. Bonifacio VIII era un uomo colto che aveva effettuato molti anni di studi giuridici nelle università di Spoleto, Bologna e Todi. Oggi potrebbe essere paragonato ad un bravo avvocato.
Fu Bonifacio VIII a indire il primo Giubileo della storia cristiana, accordando l’indulgenza a tutti i pellegrini che si fossero recati a Roma e avessero visitato le Basiliche di San Pietro e di San Paolo. Soggiornò ad Anagni fino al 1303, anno in cui subì l’onta e l’umiliazione dello schiaffo da parte di Sciarra Colonna.

Filippo il Bello Re di Francia
Filippo il Bello, Re di Francia era il nipote del Re Luigi IX detto il Santo e rimase sul trono dal 1285 al 1314. Durante il suo regno rivendicò il diritto di tassare i religiosi che si trovavano sul suolo di Francia, cosa mai successa fino ad allora perché questi versavano le loro tasse esclusivamente allo Stato della Chiesa. Filippo IV il Bello era un personaggio avido e spendereccio che aveva prosciugato le casse del regno francese e per questo bramava alle ricchezze della chiesa.
Le tasse poste sui chierici francesi avevano lo scopo proprio di rimpinguare le magre casse reali. Di più, ambì a spostare la sede papale da Roma ad Avignone, in Francia, per potersi così appropriare di tutte le ricchezze del regno pontificio.
Papa Bonifacio VIII, che era un abile politico ma anche un personaggio che cercava di mantenere la pace, quando ricevette le richieste di aiuto dai religiosi francesi, iniziò una corrispondenza con il re di Francia per sistemare pacificamente la faccenda.
Il Re, sordo alle sollecitazioni del Papa, continuò nella sua opera di esigere tasse da questi. A Bonifacio VIII dunque, non restò altra scelta che redigere una “bolla” in cui si vietava a Re, principi e laici di pretendere tasse e gabelle dai chierici, pena la scomunica.
Questa ed altre bolle papali emesse successivamente, non convinsero Filippo il Bello a recedere dai propri intenti e anzi, arrogò a se il diritto di non essere giudicato delle sue azioni da un Papa (a suo dire) indegno come Bonifacio VIII.
L’ultima carta che rimase a Bonifacio VIII fu la scomunica. Ma non fece in tempo ad emetterla perché nel 1303, le truppe francesi, insieme a quelle di Sciarra Colonna, entrarono ad Anagni e fecero irruzione nel palazzo Papale dove il Papa fu schiaffeggiato da Sciarra Colonna.
Nota: Si deve a Filippo IV il Bello la fine dei Templari Francesi che in una sola notte del 1307, attraverso un astuto escamotage, li trasse in arresto tutti quanti (ben 546) per appropriarsi delle loro ricchezze.

Guglielmo di Nogaret
Guglielmo di Nogaret fu dottore in legge e divenne consigliere di Filippo IV il Bello nel 1302. Fu lui il protagonista indiscusso del conflitto tra il re di Francia e Bonifacio VIII e fu lui a guidare le truppe francesi durante l’assalto ad Anagni del 7 Settembre 1303.
In realtà non vi fu nessun assalto perché un traditore aprì le porte della città per far entrare nottetempo i soldati d’oltralpe. Guglielmo di Nogaret aveva il compito di rapire il Papa e portarlo al cospetto del re di Francia per fargli compiere un atto di sottomissione.

Ritratto di Sciarra Colonna
Il nome di Sciarra (anzi il soprannome), identifica subito il tipo di personaggio: un uomo violento e irascibile. Sciarra Colonna (al secolo Giacomo Colonna), partecipò all’assalto di Anagni perché da tempo provava astio verso Bonifacio VIII, colpevole secondo lui di aver confiscato i beni della sua famiglia e di avergli interdetto il soggiorno a Roma e dintorni.
In realtà, questi accadimenti furono la conseguenza della condotta della famiglia Colonna che iniziò nel 1297 con il furto, da parte di Stefano Colonna, del tesoro di Bonifacio VIII, effettuato con lo scopo di impedire alla famiglia Caetani di acquistare altri possedimenti vicino i feudi colonnesi.
Nel 1297 i Cardinali Giacomo e Pietro Colonna, insieme a Jacopone da Todi, accusarono Bonifacio VIII di essere salito al soglio pontificio illegittimamente e per tutta risposta il Papa scomunicò i due cardinali e minacciò la scomunica per tutti coloro che daranno aiuto alla famiglia Colonna. In più confiscò loro i beni e ne interdisse il soggiorno a Roma e dintorni. Seguirà l’attacco a Palestrina, dove i Colonna avevano un loro feudo, durante il quale la cittadina fu distrutta e i Colonna costretti all’esilio in Francia.
Immaginate quindi quanta rabbia avesse in seno Sciarra Colonna, una rabbia che lo portò ad aggredire e schiaffeggiare il Papa al termine della presa di Anagni.
Alcuni testimoni oculari affermarono che non solo lo schiaffeggiò con un guanto di ferro, ma sarebbe arrivato ad ucciderlo se Guglielmo di Nogaret non lo avesse fermato perché doveva portarlo vivo al cospetto di Filippo IV il Bello.

L’episodio dello Schiaffo di Anagni
Il 7 Settembre del 1303, Guglielmo di Nogaret e Sciarra Colonna entrano con alcune centinaia di soldati ad Anagni, favoriti dal tradimento di alcuni cittadini importanti. Seguì un saccheggio ai palazzi dei cardinali che vivevano ad Anagni e successivamente l’attacco al palazzo Papale che però resistette fino a quando Sciarra Colonna sferrò un attacco di inaudita violenza grazie al quale riuscì ad entrare all’interno.
Il Papa rifiutò la resa e porse la testa a Sciarra Colonna dicendogli: “ecco il capo ed ecco il collo“, ovvero uccidimi pure. A questo punto Sciarra Colonna si avventò sul Papa e, come è andata a finire, lo abbiamo già detto.
Il Papa rimase prigioniero per 3 giorni, periodo nel quale non toccò né acqua né cibo per paura di venire avvelenato. Il 9 settembre fu liberato dai cittadini di Anagni e portato a Roma dove morì tra l’11 ed il 12 Ottobre.
Si disse che morì vinto dal dolore causato dagli accadimenti. In realtà Papa Bonifacio VIII soffriva di disfunzioni renali. Il motivo per cui viveva ad Anagni era la vicinanza con le sorgenti delle acque di Fiuggi che lui beveva per mantenere efficienti le proprie reni.
Lo stress ed i giorni passati senza bere fecero progredire la malattia al punto che gli costò la vita.
Tutto questo, arricchito dei particolari, potrete ascoltare durante la vostra visita a Palazzo Bonifacio VIII. Vi garantiamo che ne vale veramente la pena.

Interni della Cattedrale di Anagni
La Cattedrale di Anagni, dedicata alla Madonna, fu costruita nel periodo che va dal 1072 al 1104 e si trova nel punto più alto della cittadina ciociara. Lo stile è tipicamente romanico arricchito da elementi gotici tipici del 1200.
Il suo interno, diviso in tre grandi navate, presenta un meraviglioso pavimento a mosaico realizzato dal Cosma nel 1203 e alcune opere del Vassalletto risalenti al 1267.
Fu il centro della vita politica del medioevo sino al 1303. Anagni infatti fu scelta come residenza ufficiale dei pontefici e a ben 4 di essi diede i natali (per questo è chiamata la Città dei Papi). I 4 papi anagnini furono Innocenzo III, Gregorio IX, Alessandro IV e Bonifacio VIII.
Proprio nella Cattedrale di Anagni, nel 1260, Papa Alessandro III scomunicò l’imperatore Federico Barbarossa e sempre qui furono firmati i preliminari del trattato di Venezia, atto che sancì la pace tra Federico I Barbarossa e le truppe della Lega Lombarda.

Particolare dei dipinti della Cripta di San Magno
Questa meraviglia dell’arte medievale è stata ribattezzata dagli storici dell’arte come la Cappella Sistina del Medioevo e ciò vi lascia immaginare quello che troverete se vi recaste a visitarla. La Cripta di San Magno si trova nei sotterranei della Cattedrale. Vi si accede dalla porta del Museo della Cattedrale o Museo del Tesoro della Cattedrale, proprio a fianco dell’ingresso alla chiesa.
Per visitare la Cripta di San Magno ed il Museo della Cattedrale si deve fare un biglietto che costa 9 euro. Il biglietto vi permetterà di seguire un percorso suggestivo dove è possibile ammirare una collezione di tessuti ed oreficerie del XIII Secolo, dei manoscritti antichissimi e una raffinata cappella dove è esposta una pregiata tavola raffigurante una Madonna con il Bambino, risalente al 1325.
Terminato il percorso del Museo del tesoro della cattedrale di Anagni, si scende per accedere alla Cripta di San Magno. Qui, per non rovinare i preziosi affreschi, la luce si accende per mezz’ora, ogni ora e mezzo. Solo in quella mezz’ora di luce potrete ammirare gli affreschi che coprono completamente ogni muro e tutto il soffitto della cripta.
Purtroppo, per le stesse ragioni, non è consentito fotografare.
La Cripta di San Magno presenta un ciclo di affreschi databili tra il 1104 ed il 1250, attribuiti a tre diversi maestri. Le tre mano si notano dall’evoluzione delle raffigurazioni che partono da figure realizzate alla maniera bizantina e pian piano arrivano ad essere rappresentate in stile pre-giottesco. Non avendo avuto una guida a disposizione, non sappiamo raccontarvi di più, ma torneremo sull’argomento appena riusciremo a seguire una visita guidata.
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