È difficile spiegare la forte spiritualità che si respira nel Santuario della Mentorella: è un luogo ameno, abbarbicato sul Monte Guadagnolo a più di 1000 mt di altezza, molto lontano dal resto del mondo. Ogni volta che lo raggiungo, vista la vicinanza da Genazzano, mi sembra di arrivare in un eremo sospeso nel tempo, soprattutto d’inverno quando la neve rende quasi impraticabile la strada per arrivarci.
Sono molti i motivi per i quali ti consiglio di visitare il Convento della Mentorella: è uno dei santuari mariani più antichi d’Italia, è considerato uno dei monasteri fondati da San Benedetto, molto amato dal compianto Papa Giovanni Paolo II.

Santuario della Mentorella Guadagnolo
Una volta arrivato a destinazione, ti ritroverai davanti un edificio piuttosto semplice e piccolo: ciò che ti colpirà saranno il suo essere stato costruito su diversi speroni rocciosi e la vista sulla Valle del Giovenzano, i Monti Lepini e persino le vette abruzzesi.
Il Santuario della Mentorella sorge a Capranica Prenestina (precisamente nella frazione di Guadagnolo considerato peraltro il più alto borgo del Lazio) e risale al IV secolo: fu l’Imperatore Costantino a volerlo per omaggiare Sant’Eustachio che proprio in questo luogo avrebbe avuto, in veste di legionario romano, la visione del cervo con una croce tra le corna, evento questo che lo avrebbe portato ad abbracciare la fede cristiana.
Devi sapere che il santuario fu donato prima ai Benedettini e, dopo un periodo di abbandono, passò prima nelle mani dei Gesuiti grazie ai quali fu restaurato e poi dei Resurrezionisti che accolsero i polacchi in fuga dalla propria terra invasa dai russi. È questo il motivo per il quale il Santuario della Mentorella era così caro a Karol Wojtyła, ben prima di diventare papa.
Entrando in chiesa incontrerai subito la statua dedicata a papa Giovanni Paolo II mentre percorrendo la navata centrale ti ritroverai davanti all’altare maggiore sormontato da un ciborio del ‘300 con tanto di decori marmorei in stile cosmatesco. Guardando ai lati dell’altare scorgerai la Cappella di S.Silvestro e la Cappella del Crocifisso con all’interno un crocifisso del XIX secolo e un bel dipinto del XIII secolo.
Girovagando per la chiesa, soffermati un momento sulla statua lignea della Vergine col Bambino: pare risalga al XII secolo anche se l’artista non si conosce, ma secondo la tradizione cristiana la scultura è apparsa all’improvviso nel santuario intorno al XIII secolo.

Statua lignea Madonna delle Grazie della Mentorella
È il momento adesso di scendere nella Grotta di San Benedetto, dove visse per due anni: mi ha sempre colpito l’atmosfera che si respira in questo luogo buio, stretto tra le pareti rocciose e illuminato solo dalle candele dei fedeli.

Grotta di San Benedetto al Santuario Madonna delle Grazie della Mentorella
Se vuoi visitare il Convento della Mentorella in primavera o in estate, ti consiglio di raggiungerlo percorrendo a piedi il Sentiero Wojtyla, partendo da Pisoniano: si tratta di un percorso parte di quel Sentiero della Pace che collega tutti i monasteri benedettini da Subiaco.

Sentiero Karol Wojtyla Mentorella
Non aspettarti una passeggiata qualsiasi perché il percorso è tutto in salita e dovrai superare un dislivello di circa 800 mt. Io però, quando mi ritrovo a percorrerlo, lo trovo ogni volta bellissimo, con la vegetazione circostante che spazia dai boschetti misti ai querceti, per non parlare del sottobosco dove con un po’ di attenzione potrai scorgere, tra la coloratissima fioritura primaverile, anche il pungitopo.
Si incontrano anche piccole sorgenti e persino qualche animale al pascolo nel Fosso Perazzetta: la parte più bella è quando si superano gli 850 mt di altezza e i Monti Caprini si stagliano all’orizzonte.
Partendo dai B&B Genazzano Fontana Rena e La Taverna, il Santuario della Mentorella a Guadagnolo si raggiunge in poco più di 30 minuti, percorrendo la Via Empolitana che porta prima a San Vito Romano e poi a Capranica Prenestina.
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1 commento
Può informarmi sull’ossario che si trova dietro la chiesa