A pochi chilometri dal nostro Bed and Breakfast di Genazzano, circa 12,5 per l’esattezza, si trova il paese di Bellegra, antica comunità montana con un passato ricco di storia e tradizioni, che vengono puntualmente rievocate ogni anno ad Ottobre, con la Sagra delle Tacchie ai Funghi Porcini.
Ogni anno nei primi 2 weekend di Ottobre, come da tradizione consolidata, si tiene la Sagra delle “Tacchie” ai funghi porcini di Bellegra, una combinazione tra questo tipo particolare di pasta fatta a mano ed i “porcini”, uno dei prodotti tipici dei boschi della campagna di Roma. Ogni anno la manifestazione è particolarmente ricca, tra punti di ristoro e suggestive sfilate in costumi d’epoca. Scopriamo l’evento.

Piatto tipico
Bellegra è una caratteristica cittadina montana della provincia di Roma che vanta una posizione privilegiata, trovandosi ad un’altitudine di 815 metri sulla cima del Monte Celeste, tra le valli del Sacco e dell’Aniene. E’ considerata la “città dei panorami” dove poter ammirare una vista suggestiva che varia dai Monti Simbruini ai Monti Prenestini, fino ad avvistare il Mar Tirreno.
Da diversi anni, in questo splendido scenario, viene organizzata la “Sagra delle Tacchie ai funghi porcini” che registra un sostanziale incremento di visitatori ad ogni nuova edizione.
La Sagra celebra due prodotti gustosi e tipici del territorio “bellegrano”. Le Tacchie, nell’antica ricetta delle nonne di Bellegra, sono un tipo di pasta fatta a mano con farina, acqua e uova, ingredienti che una volta lavorati, vengono tagliati a mano con un coltello a mo’ di rettangoli irregolari.
L’abbinamento classico, che da sempre accompagna le tacchie, è quello con i funghi porcini di cui questo territorio è ricco in questo periodo dell’anno. Durante la sagra i visitatori potranno gustare questo piatto nei numerosi stand gastronomici allestiti per l’occasione.
Durante la sagra delle tacchie ai funghi porcini di Bellegra, i visitatori potranno godere anche di: spettacoli musicali e folkloristici, la rievocazione storica con il corteo “gens vitellia”, la rappresentazione degli antichi mestieri, un mercatino dell’artigianato, il trenino turistico e visite guidate al Museo Francescano.
Durante la Sagra, è tradizione la sfilata di un bellissimo corteo storico che rappresenta tutta la storia di questo borgo montano, dalla sua fondazione fino alle tradizioni ancora radicate ai giorni nostri. Si parte dagli Equi del VI Secolo a.C. fino alle tradizioni dei giorni nostri.
Presentiamone un’anteprima per capire ed apprezzare meglio la sfilata.
Sono proprio i cavalieri Equi ad aprire la ricca sfilata del corteo, insieme agli Ernici. Sul territorio infatti, sorgeva Vitellia, cittadina equa di cui rimangono a Bellegra come testimonianza le imponenti mura ciclopiche.
In seconda battuta sfilano persone in costume da antico romano. Vitellia infatti, divenne colonia romana, dopo che questi ultimi ebbero la meglio sugli Ernici nel 491 a.C. Fu poi espugnata dagli Equi nel 393 a.C. per poi essere di nuovo riconquistata dai Romani ad opera del Console Lucio Lucrezio.
Il Convento di San Francesco è conosciuto anche come “il nido dei Santi”.
Nel 1223, San Francesco d’Assisi, fece visita ai suoi discepoli che dimoravano nel convento sito presso il castello denominato Monte Casale di Civitella e durante la sua presenza convertì tre briganti.
Dopo la sua visita il convento prese il nome di “Convento di San Francesco” ed è tutt’ora ubicato a 2 km dal centro di Bellegra, immerso nella pace e nella natura. Il Convento è conosciuto anche come “il Nido dei Santi” per i numerosi religiosi francescani vissuti li e divenuti successivamente beati o santi.
A Vitellia, divenuta nel tempo Civitella, un certo Landone (poi divenuto Lando da Civitella), prese il potere sulla comunità abitante sul Monte Celeste, sottraendo il territorio all’Abbazia Sublacense. Nella guerra che scaturì da questo episodio, Landone rapì l’Abate Umberto e lo rilasciò in cambio del dominio sull’intera Civitella (anno 1065 d.C.).
Il sommo pontefice Pio VI si recò nel ritiro di San Francesco il 23 Maggio 1789 per venerare le spoglie del Beato Tommaso da Cori che egli stesso aveva beatificato qualche anno prima.
Tommaso Saulini nacque a Civitella nel 1784 e a Roma divenne celebre incisore di cammei in pietra dura e in conchiglia. Si distinse anche come ritrattista effigiando personaggi illustri come la Regina Vittoria. le sue opere sono oggi conservate presso il Metropolitan Museum di New York e presso il British Museum di Londra.
Questo piccolo centro adagiato sul Monte Celeste ha portato il nome di Civitella fino al 1880. L’omonimia con tanti altri paesi d’Italia, indusse in consiglio comunale a cambiarne il nome in Bellegra.
Il Papa Buono, Giovanni XXIII, si recò nel 1959 a Bellegra presso il Convento di San Francesco per venerare le spoglie del Beato Tommaso da Cori e degli altri santi religiosi li vissuti.
Popolane, balie, pastori, tagliaboschi e il dottore, personaggi della vita quotidiana di Bellegra che hanno vissuto e che hanno avuto una loro importanza nella tradizione popolare.
Il territorio di Bellegra è formato in gran parte da coltivazioni di ulivo dal quale si ricava un eccellente olio extra vergine. L’altro prodotto tipico è il fico, chiamato in dialetto “Fallacciano“, riconosciuto come prodotto tradizionale di qualità dalla Regione Lazio.
Con questo articolo, abbiamo voluto introdurvi la Sagra delle Tacchie di Bellegra. Ma l’evento ogni anno si arricchisce di qualcosa e vale davvero la pena assistervi almeno una volta. Ideale per le gite fuori porta dei primi 2 weekend di Ottobre, ma anche per il viaggiatore alla scoperta delle tradizioni, la gastronomia e i valori autentici di questo luogo decisamente al di fuori dai circuiti turistici tradizionali.
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